L’ultimo libro di Fabio Volo, letto in un’ora e mezza, evidentemente mi ha smosso più di quanto pensassi, tanto che eccomi qui a riaprire il mio blog ed a rispondere, nel mio piccolissimo, da donna ad un uomo, un uomo che per lo meno ha cercato di immedesimarsi nei nostri pensieri… anche quelli “cattivi”… perchè anche noi donne ne abbiamo, eccome… e sarebbe ora di iniziare a dirlo… senza paura…ancora grazie per averci provato, quindi, a nome “nostro”: i libri comunque, servono… sempre
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Tutti hanno diritto al mattino,
alla notte solo alcuni.
Alla luce dell’aurora pochi eccelsi privilegiati.
Emily Dickinson
Ti osserva con calma mentre muovi le tue mani in piccoli gesti automatici, mani che dicono quello che non sai.
Bisogna essere bravissimi per rendersi invisibili ai suoi occhi.
E tutto è perfetto, tutto somiglia a te ed un altro anno va bellissimo, bellissimo così com’è.
Basterebbe un dito.
Un dito fatto scivolare lentamente, molto lentamente: partire dal nodo della sua cravatta e guardarlo andare giù, in silenzio, fino ad arrivare lì, proprio sopra la fibbia della cintura dei suoi pantaloni.
Alzare poi il viso e fissarlo negli occhi: stare fermi così, per un secondo, un secolo? Con la punta del dito appoggiata sulla sua pancia: sentirlo respirare attraverso il tessuto leggero della sua camicia immacolata.
Fermo immagine. Questione di un momento.
Scende: con calma, come sempre, come ogni mattina o quasi.
Un brivido ti seguirà dovunque andrai, inutile scappare: chi lo conosce e lo ha vissuto lo annusa nell’aria, lo sente arrivare, lo respira, lo riconoscerà per te ancora una volta e per quanto tu possa controllare ogni tuo movimento, pensiero, o parola, le tue mani potrebbero tornare a tremare. Anche quando sei da solo. Così, senza che tu possa farci nulla: mentre guidi, mentre stai per rientrare a casa, mentre ascolti la radio, mentre leggi una mail, mentre ti fai la doccia, mentre ricordi un viso, una frase, mentre guardi una sconosciuta attraversare la strada. E’ questione di un secondo e sei fregato. Perchè un conto è esistere, anche al meglio che possiamo o che “dobbiamo”, un conto è essere ancora vivo, ed odiarti perciò che ancora senti “scendere” lungo la schiena in quell’attimo non serve proprio a nulla.
Al mattino siamo tutti uguali. Tutti abbiamo diritto ad un altro giorno.
E’ estremamente facile poi nascondersi nel tempo che ci corre dietro sempre più in fretta.
Ma la notte?
No, io non parlo di tenerezza.
Dimmi: da quanto tempo non navighi su di un corpo abbandonato completamente alla deriva tra le tue mani?
Da quando una mano non ti uccide di carezze?
Da quanto tempo l’aurora non ti sorprende con lei sveglio ed affamato?
Da quanto non urli davvero fino alla fine, mentre ti stai perdendo?
Senza ritegno, senza ritorno, senza peccato?
E poi cos’è il peccato, perchè allora ti tremano ancora le mani e senti che ancora dentro non è ancora tutto spento?
Tutto…perduto?
In fondo hai ragione tu, sono solo cattivi pensieri…ma hai delle isole egli occhi e un dolore più profondo, riposa almeno un’ora se ti incontro.
No. Non lo sai chi sono, non lo hai mai saputo perciò non scandalizzarti, non aggredire, non ti spaventare, non ferire, non colpire, non scherzare: ti sbaglieresti in ogni caso, quindi non chiedere chi, perchè o come mai. Non lo hai mai capito. Non lo capirai mai.
E quindi caro uomo perfetto, se ti infastidisce questo post…. Cancella. Un semplice clic e poi…poi stop, dimentica, ma ti prego, per una volta, cerca di tornare ad “ascoltare” , così come quando si torna a rileggere un libro che ti ha davvero appassionato: vai a cercare quelle frasi, quelle immagini…sfogli le pagine fino a quando non ritrovi il suono delle parole che ti sono rimaste nel cervello.
Per una sola volta ancora vai “oltre” e non fermarti a giudicare con la stessa paura di chi si difende, si nega qualsiasi emozione, perchè ha scelto di vivere solo nella realtà e non capisce chi mescola parole e sogni, anche solo per gioco.
Si chiama fantasia, qualcuno la definisce poesia, altri la cantano, altri ancora la dipingono..si entra e si esce dalle vite degli altri…ma solo perchè si ama l’umanità intera: nel suo dolore, nella sua bellezza, nella sua fragilità, nella sua solitudine…uomo o donna o altro che sia…solo perchè si tratta semplicemente ed immensamente di UMANITA’
Etichette: amore, cattivi pensieri, come le donne pensano, emozioni, paura, pocahontas, polaroid, quarantenni
20 gennaio 2012 alle 15:27 |
Ho !!! che bella sorpresa..
Mi fa piacere che sei tornata sul bloggherello.
Però personalmente non riesco a capire quale sia la magia di Fabio Volo, che incanta così tante persone ( quasi tutte di genere femminile). Personalmente ho letto solo il primo libro, che sicuramente è ben scritto, ma l’ho trovato volgarotto e scontato. Sembra scritto apposta per fare il piacione. Naturalmente la mia è solo un’opinione personale, ma ritengo il Sig. Fabio Volo solo un grandissimo paraculo. Ci si vede in giro, ciao.
20 gennaio 2012 alle 15:27 |
E…purtroppo ti devo proprio dar ragione, visto che ho “dovuto” verificare direttamente la differenza abissale che c’è tra autore e persona… in realtà però la mia riflessione non era ovviamnte legata a Fabio Volo in quanto tale, ma al contenuto del libro: in effetti, il tentativo di scrivere da uomo immedesimandosi in una donna può essere interessante… anche se concordo…può essere solo strategia di marketing.
Rimane il fatto che la lettura dà, qua e là degli spunti di rflessione che riconosco appartenenti alla nostra generazione, che non ha vissuto direttamente certi percorsi di crescita interiore e sociale, ma ne porta e ferite e le paure, e che contemporaneamente rimane impigliata spesso in luoghi comuni, specie se legati all’identità di genere sessuale, fin troppo scontati ed anche francamente un po’ bigotti …così come il finale che proprio non approvo…Una donna da “sola”, senza un uomo “in casa” non può vivere: alla fine ha bisogno dfi spaere di aver trovato il suo “principe azzurro”… ma chi lo dice?
Ciao Marcello, ben ritrovato a te.
un abbraccio sincero