Guardo anch’io angosciata ed impotente le immagini dei telegiornali, leggo alcuni blog che riportano le cronache terribili e “vere”di questi giorni, notizie, immagini e racconti ben più apocalittici di quello che si racconta da qui, da chi comunque è o si sente al sicuro.
Come me.
Sono giorni in cui, ancora una volta, la natura sembra decisa a scagliarsi contro l’uomo e forse anche contro ciò che l’uomo ha fatto al mondo.
E’ infatti impossibile continuare a sostenere che si tratti solo di terrificanti coincidenze, impossibile negare che quello che sta accadendo non sia anche frutto dell’uso dissennato che la società occidentale ha fatto fino ad ora delle risorse che invece appartengono a tutta l’umanità.
A quell’umanità dove ancora si muore ancora letteralmente di fame, a quell’umanità che già ha così poco e spartisce del mondo solo le briciole, a quella umanità in cui si combatte e si muore per guerre che rendono ancora più ricca solo…. la parte giusta del mondo.
Meno male che sono nato nella parte giusta del mondo.
Sono assolutamente convinta che questo sia il primo pensiero che ci sfiora: si faccia avanti chi non l’abbia mai pensato, anche per un solo attimo.
Subito dopo, nella migliore delle ipotesi ti senti in colpa, almeno per un po’(per quanto dura? 5-10 minuti?); nella peggiore delle ipotesi giri canale, sbuffi e pensi che anche tu nel tuo piccolo hai i tuoi problemi, insomma…1600, migliaia, milioni di persone senza più niente…ancora di più senza più niente. Numeri talmente grandi che non riesci nemmeno ad immaginarli.
Ma è facile dimenticare. In effetti al termine del telegiornale c’è un bel servizio su come cucinare bene l’aragosta, sui nuovi villaggi dello shopping e su quale sia la meta più gettonata dai vip per questa estate…facile, no? Non so perché , ma a me il mal di stomaco aumenta…giro canale
Altro telegiornale: altra cronaca, questa volta si tratta della nostra “politica”, se ancora si può definire con questo termine il tragico e grottesco balletto del potere a cui ci sottopongono ogni giorno. Un teatro dell’assurdo di cui anche noi siamo attori ed ipocriti protagonisti, ormai quasi completamente assuefatti, come se così non può che ormai essere…il male di stomaco aumenta.
Giro ancora canale ed ecco un primario dell’ospedale romano Gallicano, Aldo Morrone che coordina un’associazione, l’ IISMAS, e che in giro per il mondo porta dottori, ospedali e medicine…al quale qualcuno chiede: “Ma perché lo fa?” ( trasmissione Condominio Terra RAI 3 del 13 agosto 2010)
Già perché un primario ricco, arrivato, potente e riconosciuto a livello internazionale passa i 2/3 dell’anno in giro per la parte sbagliata del mondo, perché insegnare a curare chi magari dopo un mese morirà per una guerra tribale o una nuova siccità, perché sprecare il proprio tempo a voler asciugare questo oceano di dolore con un cucchiaio di crema solare per i contadini messicani o un cucchiaio di antivirale per i bambini etiopici di Macallè dove ogni 15 minuti qualcuno muore di ustioni ?
Lui risponde tranquillo: perché la loro povertà e la loro umiliazione, la loro voglia di vivere e lottare insegnano a me ad essere migliore di quello che sono. Alla fine la loro dignità restituisce un po’ anche a me un la stessa dignità. Ed è questo che per me conta più di ogni altra cosa al mondo.
Ecco.
Questa volta il pugno allo stomaco arriva.
Non cambio più canale. Vorremmo tutti avere quel coraggio. Vorremmo tutti per una volta sentirci davvero utili…
La risposta è semplice, ma troppo difficile da sostenere con coerenza e impegno costante, è vero.
Forse basterebbe smettere di pensare di essere dalla parte giusta del mondo.
Forse non è la nostra la parte giusta del mondo.
Forse non esiste una parte giusta e una parte sbagliata.
Esiste solo questa umanità a cui si deve avere il coraggio di appartenere.
Con dignità, giorno dopo giorno.
Con dignità.
Forse basterebbe questo.
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23 agosto 2010 alle 15:27
Quanto è vero, più ne abbiamo e più ne vogliamo…….non siamo mai contenti.
Credo proprio che bisognerebbe vivere più alla giornata e godere di ogni momento bello che ci si presenta, a cominciare dalla vita stessa.
P.S.
Mi fa piacere che sei tornata a scrivere.